FEDERALISMO E LIBERTA' (ENERGETICA)
da "Corriere del Veneto" Pag 1 e 14 del 22 gennaio 2010

di Michele Bortoluzzi*
Il paradigma del “federalismo” e’ che la Regione possa assumere poteri superiori a quelli dello Stato in materie chiave. Il nucleare non pare sia tra queste: il Governo, presenti i leghisti, ha infatti votato con decreto del 22 dicembre, e a maggioranza in Parlamento, la Legge 99 cui conseguenza pratica e’ sfilare agli enti locali ogni possibilità di discutere di centrali, in nome di un “interesse nazionale”. .

Su questa materia si e’ pronunciato il popolo italiano, che ha stabilito con l’80% di sì al primo quesito del referendum dell’87, di negare allo Stato il diritto di superare la volonta’ degli enti locali rispetto alla scelta di installare una centrale. L’esito referendario non e’ un dogma, ma non puo’ essere considerato carta straccia. Sosituirlo con scelte di “interesse nazionale” e’ possibile tramite un ulteriore passaggio chiarificatore di questa volonta’, non previsto, o in casi eccezionali con una decisione condivisa oltre il perimetro della maggioranza di Governo, non come nel caso del finanziamento pubblico dei partiti, o dell’abolizione del Ministero dell’Agricoltura.

Nel merito, il ritorno all’atomo rende perplessi sotto il profilo del rapporto costi/benefici. In Francia per lo stesso reattore stanno spendendo tra i 4 e i 5 miliardi di euro, costi che vanno moltiplicati per 4 quindi fino a 20 miliardi, per avere la prima “razione” di energia nucleare probabilmente tra 10 anni, con maggiore sicurezza tra 15 ad un costo magari di 30 mld. La tecnologia scelta – tra l’altro – invecchia e non si è voluto risolvere il problema delle scorie.

Il progetto non si confronta con le nuove, straordinarie opportunita’ offerte dai progetti in campo sulle rinnovabili. In sintesi, da un lato si chiede un grande sforzo economico e di accettazione agli italiani, e dall’altro si offre la copertura di una piccola parte del fabbisogno: solo il 4,5 % dei consumi finali di energia sara’ infatti assicurato dalle centrali. Un fabbisogno che potrebbe essere facilmente “rimborsato” da un grande piano che comprenda il miglioramento dell’efficienza energetica, un ricorso massiccio alle rinnovabili che le renda convenienti (da seguire attentamente il progetto dell’interporto di Padova), l’investimento in ricerca e nuove tecnologie, tra le quali le “torri solari di Rubbia”. Non c’è dubbio che il progetto di un piano “europeo” dell’energia, con “Desertec”, che prevede le torri solari nel deserto del Sahara, rimane l’obiettivo piu’ importante cui lavorare nel medio periodo e di cui parleremo a Padova il 30 gennaio con molti scienziati e politici.


*Giunta Nazionale radicali Italiani

NUCLEARE? NO THANKS!

LA PROVINCIA NON SERVE? IO NON VOTO
Partita la Campagna Non Serve , Non Voto promossa da Michele Bortoluzzi e Massimo Carraro

La scelta di proporre l’astensione alle prossime Elezioni Provinciali si forma dal confronto tra soggetti importanti del tessuto produttivo, che individuano in questo strumento quello possibile per iniziare il processo di riduzione della casta e di contestuale riforma dei livelli amministrativi nel nostro Paese.

Il progetto “Non Serve, Non voto” nasce dalla convinzione che,se legittimate, le Province possano divenire il simbolo della revanche della prassi politica degli ultimi decenni, cancellando il senso di indignazione popolare emerso con l’esplosione de “La Casta”..

Le ragioni che giustificano questa sensibilità sono molteplici e vanno approfondite. La prima, è la presa d’atto di come e perché il sistema economico e finanziario mondiale sia imploso ed abbia messo in discussione il rapporto debito/pil di molte Istituzioni, tra cui gli Stati. Soprattutto quelli con due condizioni concomitanti: l’ alto debito pubblico e l’incapacità di far propria la via, indicata da Obama, di riforme strutturali della spesa pubblica come condizione previa a nuovi, massicci investimenti pubblici.

Diversamente, il rischio del sistema e’ di effettuare, con l’erogazione degli aiuti, una colossale operazione di “Buy Out”, ricomprando se stesso, con gli stessi difetti.

I Paesi, per poter recuperare gli investimenti, dovranno essere competitivi nel momento in cui l’economia ed i consumi saranno in grado di ripartire.

Per questo è indispensabile una completa Riforma dello Stato, tesa ad alleggerirlo. Questo è particolarmente necessario in Italia , dove il settore pubblico e’ stato utilizzato come ammortizzatore sociale per decenni.

Ridurre la Casta.

Per arrivare a questo e necessario un momento di palese rottura con il passato, ed insieme la capacità di elaborazione di nuove ed efficaci proposte , utili ad avviare strutturalmente il cambiamento.

In questa prospettiva coabitano l’ elemento pragmatico di breve, e l’ obbiettivo, visionario, di lungo periodo. L’utopia di abolire la casta si concretizza nel progetto di abolizione degli Enti inutili, e con essi di tanti lacciuoli che limitano le libertà.

Certamente non risolutiva di per se’, l’abolizione delle Province già richiamata da molti (basti pensare alle proposte di legge di iniziativa popolare presentate dai comitati www.aboliamoleprovince.it, o alle stesse ammissioni dei leader politici) puo’ generare un forte cambiamento all’interno delle istituzioni e del sistema partitocratrico, con effetto slavina.

E’ fondamentale non perdere tempo: imprimere la svolta a primavera promuovendo l’astensione alle provinciali, significa impedire che la partecipazione al voto possa essere interpretata come approvazione, da parte dei cittadini, del regime nella sua conformazione attuale.

L’obiettivo di “Non serve , Non voto” è di creare le condizioni, con l’astensione, per una buona riforma, che andra’ scritta con i migliori costituzionalisti ed economisti del Paese.

Il dibattito è maturo e giustifica la previsione - sia a livello di classi dirigenti ed intellettuali, sia a livello di cittadini - di un ampio schieramento a favore di quest’ipotesi.

Siamo convinti che i risultati potranno essere sorprendenti, crediamoci assieme

Per adesioni:

nonserve.nonvoto@libero.it
ABBIAMO BISOGNO DI UN'UTOPIA E DI ALCUNI VOLONTEROSI.
Il processo di putrefazione dello Stato e delle Istituzioni sta per essere completato, ed all'orizzonte solo compromessi e piccoli aggiustamenti. Serve una svolta liberale, radicale, non violenta ma rivoluzionaria.

ECONOMIA : I RADICALI SPONDA LIBERALE NEL GOVERNO.
Importante Think Tank organizzato in Veneto da Massimo Carraro (Morellato) e Michele Bortoluzzi (Radicali Italiani) con la presenza dei vertici del Partito Radicale, tra cui Marco Pannella e 60 imprenditori, medi e grandi del Nordest.

WELBY CI LASCIA, E LA CHIESA LASCIA LUI.
Ingiustificabile la scelta punitiva e priva di misericordia delle autorità (!) religiose. Ed ora i cristiani facciano sentire la loro voce, perchè siamo al paradosso in cui coloro i quali sono rappresentati come miscredenti, atei compiono gesti di amore


Mobilitiamoci per e con Welby.
Sabato 16 veglie per e con Piergiorgio Welby a partire dalle 21,00 in molte citta. Conferma la Tua adesione a questo sito.


L'ALTERNATIVA PER IL VENETO: LAICA, RADICALE, RIFORMATRICE.

L'Associazione Loris Fortuna in campo per rafforzare in ogni Provincia la presenza di idee e presidi liberali, radicali, ma anche riformatori e socialisti.Le prime iniziative, già sul territorio: a Belluno, raccolta di firme autentiche su una proposta di deliberazione di iniziativa popolare per la regolamentazione delle coppie di fatto, a Belluno, Treviso, Venezia e Padova grande mobilitazione di piazza e nei palazzi per raccogliere le firme di cittadini e di rappresentanti delle istituzioni a sostegno della petizione al Parlamento perchè giunga ad una determinazione sul caso Welby/eutanasia. A Padova, con Emma Bonino, Marco Pannella, Rita Bernardini, Daniele Capezzone ed altri per rilanciare la campagna sulle libertà economiche. Partecipa anche Tu: scrivici a info@michelebortoluzzi.it e sarai contattata/o per le prossime iniziative.

UNA ROSA NEL PUGNO NEL NOSTRO FUTURO
La scelta di schierarsi con Marco Pannella deriva dalle profonde radici liberali e riformatrici comuni.

Cosa può fare oggi un liberale, attenzione liber-ale, condizione che viene prima di liber-ista ed altre, davanti all'offensiva della Chiesa di Roma e dei suoi valori, che questo liber-ale evidentemente non condivide? Certo, le scelte sono molteplici, in funzione dell'impegno che questi voglia profondere. Diciamo che questo liber-ale sia tentato di partecipare al proprio tempo, di contribuire al cambiamento e a migliorare le qualità di vita, o senta semplicemente il dovere civico di impegnarsi in alcune, per lui sacrosante, battaglie di libertà e civiltà. Che strade ha davanti a se questa donna o quest'uomo? Certamente una strada di non completa soddisfazione, quale sia la scelta tra le due possibili, in quanto da due si riducono ad una prima di collegare il pensiero: infatti, dopo le dichiarazioni o le leggi su aborto, fecondazione assistita, pacs, giustizia, ecc, ecc. e, soprattutto, dopo i peana quotidiani alla Sacra Romana scegliere di entrare nello schieramento di Berlusconi, Fini e Casini è oggettivamente difficile. Per cui non rimane che seguire i pochi punti di riferimento liberali che ancora in Italia esistono, e tra questi il piu' liberale, per durata e convinzione, è certamente Marco Pannella. E' per questo che, nonostante Prodi, alcuni liberali come me sceglieranno il centro sinistra non diventando per questo comunisti o semplicemente meno liberali, ma per poter condividere con Marco Pannella e la Rosa nel Pugno questo, che tra i molti tentativi sembra quello portatore di maggiori e piu' profondi valori liberali.

LUNGA VITA A VENEZIA.

Estate. Leggera, impercettibile nella sua rapidità, assisa nei suoi silenzi. Migliore a Venezia, musa dell’estate. Venezia, “en train de retourner” agli antichi splendori, sembra in questa stagione riemergere dall’oblio di secoli oscuri. Venezia è la capitale di un altro mondo che non è Roma, che è una diversa dignità di città, che è una diversa storia, che ha ambizioni diverse.
Venezia è bella, ma non solo. Ha un cuore pulsante, non fugge verso il modernismo esasperato, accetta l’arte e la cultura di oggi ma, a volte, ne fa scempio con i suoi monumenti tesi a significare, a volte, dico, che ciò che davvero non è bello o grande a Venezia fa brutta figura, a differenza di altre città dove può avere luci e palcoscenico.
A Venezia luce e palcoscenico ce l’ha solo la bellezza assoluta, uguale nei secoli, difesa ad oltranza, ancor oggi vissuta e mai abbandonata come una sorte di colosseo svuotato. No, Venezia non è e non sarà mai un muro vuoto, ma soprattutto Venezia non abbandonerà mai i rumori, gli odori, i corpi che hanno convissuto con essa. Questa città, come il Suo Teatro piu’ importante, ma non l’unico sta risorgendo, socialmente, in un momento nel quale abbiamo tutti un po’ bisogno di qualcosa che alleggerisca la nostra vita, resa pesante dal nuovo terrore, dalla nuova povertà, dalle nuove malattie, dalle nuove proibizioni di una chiesa che a Venezia non è mai arrivata a vincere le battaglie e le società libere, liberali, a volte libertine che l’hanno popolata. Certo la condanna a Casanova ( ma sarà davvero fuggito da solo?), Certo il temuto consiglio dei 10, ma la realtà vera è che Venezia è più tollerante, meno bigotta, più aperta di ogni altra città d’Italia. La mia idea, fissa, è che sarà da questa città che il Paese ricomincerà a sorridere. Per ora, spero lo facciate almeno Voi passando un giorno delle vostre sospirate vancanze, che mi auguro bellissime e complete, in questa città dove sognare non è vietato e dove, chiudendo gli occhi potrete riaprirli piano immaginando che nell’altra riva del canale, lì, vicino alla salute, ci siano i veneziani del 700 che chiacchierano, organizzano, pensano, tramano. Si, potrete immaginarlo perché in fondo, in quel punto, non è cambiato nulla, ed allo stesso tempo vive. Alla faccia del moto ondoso, dei politici e dei commissari. Buone vacanze.
CONTRORDINE COMPAGNI. ABBIAMO VINTO.

Il quorum, dunque, non è stato raggiunto. Non per questo c’è da cospargersi il capo di cenere. Anzi. A mio vedere per noi laici, prescindendo per un attimo dall’interesse per le coppie che debbono affidarsi alla fecondazione medicalmente assistita (quelle si’, fortemente penalizzate), i fatti positivi sono assolutamente maggiori di quelli negativi.
Di questi fatti positivi dobbiamo principalmente ringraziare la Santa Romana Chiesa che ha offerto un occasione che solo la capacità intrinseca dei liberali di farsi male può consentire di gettare alle ortiche. Ratzinger, infatti, fin da alcuni giorni prima la sua nomina ha iniziato il cammino di riconoscimento della controparte laica da tempo “spenta” dai democristianismi di destra e di sinistra, forse consapevolmente, forse no, inventando la Linea del Piave: il“Relativismo Morale”. Ha poi proseguito dando licenza al Cardinale Ruini e ai Vescovi di partecipare in modo militante e militato alla campagna per l’astensione. Ha concluso gioendo per i risultati, addirittura superiori alle aspettative ed ai sondaggi a disposizione.
Bene, questo è il segno di un Papa che sceglie, di una Chiesa che partecipa com’è suo diritto, di un mondo nuovo dove ha cittadinanza il confronto, senza dogmi o intoccabili, legittimato dalle stesse ragioni dell’esistenza di questo fortissimo schieramento religioso e neo – con.
Quest’ultimo, è evidente, si rivolge alla parte piu’ vecchia e meno innovatrice della società. La controprova di ciò che affermo sta tutta nelle encicliche, a partire da Huamae vitae del 1968 ad opera di Paolo VI e ribadita in piu’ occasioni, come nell’enciclica Veritatis Splendor del 1993 e Evangelium Vitae del 1995, da Papa Woityla che costituiscono il fondamento filosofico della posizione di Ratzinger. Chi glielo va infatti a spiegare ai giovani d’Italia o del mondo che la pratica contraccettiva è immorale, e che usare un preservativo “è figlio della stessa pianta dell’aborto”?
Il problema è che di questo attentato ai diritti civili ed alle passioni dei giovani nessuno dei giovani stessi sa nulla.
Sarà il caso che qualcuno glielo spieghi?
Questa era, fino a poco tempo fa, impresa oggettivamente impossibile in quanto la chiesa appariva così paludata, così rivolta solo alle (sempre piu’ piccole) masse dei credenti praticanti che nessuno, se gli avessi agitato sotto il naso lo spauracchio di una chiesa che ti scomunica a causa utilizzo preservativo anticoncezionale, anti aids, anti malattie veneree, ti avrebbe mai creduto. Oggi il messaggio potrebbe invece passare. Il clero ha dato un segnale di esistenza politica e di diritto oltrechè caritatevole davvero significativo, un segnale che va spiegato, capito, fatto proprio dalle generazioni interessate.
Ed è su questo terreno che nasce il “Contrordine Compagni” che lancio e che spero sia raccolto. Alzare i toni, invece di abbassarli. Non andare in TV a lamentare la sconfitta. Non perdere tempo a chiedersi perché sia fallito il referendum. Imperativi assoluti per chi non vuole perdere il treno, il primo vero treno passato da quando la mia generazione ha memoria per portare i liberali in posizione di poter essere capiti. Perché, carissimi, il vero problema non è mai stato chi eravamo, ma chi avevamo contro.

TIME & LIFE
La politica, il nostro piccolo mondo, che cambia, il nostro tempo, che passa. Noi. Allo specchio. Tra illusioni e delusioni.

Tempo. Tempo di riflettere, o forse tempo per riflettere, comunque tempo per capire e guardarsi dentro. Il 4 aprile, davanti alla mancata realizzazione dell’obiettivo di mantenimento di un seggio in Consiglio Regionale, ha preso forma una sorta di consapevolezza che un passaggio, importante, lungo, complesso della mia e della nostra vita ha avuto fine. Ricordo perfettamente come e quando tutto ebbe inizio: era il 92, l’Italia aveva da poco perso i mondiali, Falcone e Borsellino erano caduti o stavano cadendo sotto il fuoco della mafia, Di Pietro faceva capolino in televisione. La fine della Prima Repubblica, l’inizio della transizione, ecco la genesi del nostro impegno in politica. Quante idee regalate al vento, quanti sogni e quante illusioni, quanta pazienza. Per quanto mi riguarda, anche quante occasioni volutamente mancate di realizzazione in altro. Ma anche quante cose fatte, quante battaglie vinte, quanta soddisfazione nel portare, nel 2000, un nostro eletto il Regione, e poi in Comune. E ancora. Quante Leggi abbiamo fatto approvare, e soprattutto di quale qualità. Se tutto si potesse misurare, pesare, dargli insomma un numero che lo rappresenti, avremmo certamente uno score importante. Di fatto, dentro questa seconda repubblica mai nata a causa del berlusconismo, il nostro peso è stato davvero relativo. Prova ne sono i risultati elettorali, anche recenti, che dicono sempre che si siamo i più bravi……tra quelli che non fanno seggi, tra i non allineati. Una pena. Le legislature hanno un pregio ed un difetto allo stesso tempo: il loro pregio è di durare molto, il difetto è di ricordarti, ad ogni fine e ad ogni inizio, che sono passati 5 anni. Il 4 aprile sono esattamente 5 anni da quei giorni di quell’aprile 2000 quando, insistendo, candidammo Claudia in Regione, fatto che diede luogo a tutta la storia recente: i Riformatori Liberali, il rapporto con i radicale, le battaglie referendarie, i comitati per i farmaci, i rapporti con mezzo mondo e, certamente, tutto il Veneto. 5 anni che non si ripeteranno, perché il Gruppo che diede il via a tutto questo non avrà rappresentanza nel prossimo Consiglio Regionale. In tutto ciò c’è qualcosa che mescola la responsabilità pubblica ai sentimenti privati: se da un lato non ci sarà più quel presidio di libertà che il gruppo ha rappresentato in questi cinque anni per chiunque avesse un’idea, una proposta, una protesta da esternare, dall’altro lato il ciclo dell’impegno, dell’idealità, della partecipazione nella formazione delle decisioni lascia scoperto anche me, anche noi che a questo ci siamo votati. Ci mancherà, eccome se ci mancherà, il senso di partecipare al nostro tempo, ai cambiamenti, all’evoluzione, al progresso, alle scelte che cambieranno e cambiano la vita dei cittadini. Credo che mancheremo anche a molti che ci hanno conosciuto e che hanno potuto apprezzare il lavoro di questi anni,ma non conta, la politica difficilmente perdona.
Ho l’impressione che non spariremo del tutto, anche se la voce, da oggi, sarà molto più flebile. Forse sopravviverà questo sito, forse il mio impegno nelle tv, forse…..certo nulla sarà più come prima. Ed allora la memoria va all’inizio, a quando coinvolsi tutti i miei amici in quel senso di disgusto e di ineluttabile cambiamento che si percepivaalla fine della prima repubblica e che stava crescendo nel paese. Ricordo l’entusiasmo con il quale giravo l’Italia ad iscrivere persone a movimenti e idee nuova, di cambiamento. Ricordo i primi atterraggi “hard landing” nei palazzi della politica, dove i vecchi stentavano ad andarsene, ma ero molto molto giovane. La situazione di oggi, la caduta imminente di Berlusconi, l’area laico liberale scoperta, l’avvitarsi del sistema mi ricorda molto da vicino quei momenti. Con una differenza, appunto. Da allora sono passate 3 legislature, i fili chiari tra i capelli lottano oramai con quelli scuri per il sopravvento, le responsabilità nella vita sono cresciute. In una parola… i nostri eroi sono stanchi, anche se non vinti. Cambierà qualcosa, cambierà forse tutto, magari domani, come accade in politica, il gioco si rovescia e ripartiremo da un altro punto, magari la seconda repubblica cade davvero e lo spirito rivoluzionario ci travolgerà ancora. Magari. In questo momento ciò che voglio fare è ringraziare tutti voi che ci avete sostenuto e condividere il senso di malinconia che la mancanza di una presenza liberale in Regione genera certamente in Voi che ci siete stati vicini. Supereremo anche questo, con l’ottimismo di chi sa di aver fatto tutto, ma proprio tutto ciò che poteva.
Michele Bortoluzzi


UNA ROSA NEL PUGNO



Elezioni, moralismi, ed altre amenità.

Leggo dai quotidiani le prese di posizione di cacicchi, di destra e di sinistra, rispetto la richiesta radicale di ospitalità nell’uno o nell’altro polo, giudicata “mendicante”. In particolare, ad accusare di incoerenza i radicali sono personaggi del calibro di Clemente Mastella, Luca Volontà, Roberto Maroni. Pannella, nella Sua trasparente richiesta, e dovrebbe bastare questo trasparente per formare un giudizio di merito sulla vicenda, ha evidenziato un problema di tutti noi cittadini, elettori o candidati che non ci riconosciamo appieno né in uno né nell’altro schieramento, e che solo per questo futile motivo ci vediamo precluso, molto spesso, anche solo il diritto di tribuna.
La Legge elettorale, infatti pone sbarramenti tali da risultare ostativi e li pone in modo così organico al funzionamento dell’attuale regime da renderlo praticamente insuperabile, da garantirne non solo la stabilità, ma addirittura l’”eternità”. Da ciò deriva che fare i terzi poli è velleitario, per definizione.
Pannella, preso atto di ciò dopo numerose prove elettorali, ma a quelle radicali vorrei aggiungere le nostre e quelle di chissà chi altro in Italia, pone un problema all’agenda della politica, nuovo. L’ospitalità. Ossia. Noi, radicali, vi portiamo il nostro 1,2,3 per cento, Voi (Cdl, Gad) ci fate apparentare alla vostra coalizione, fatto che da solo basta per non avere quorum da superare, né sbarramenti e consente anche con 1,2% in Veneto, quale esempio, di eleggere un Consigliere Regionale e quindi di poter partecipare alla vita democratica.
A Pannella, come a me o a chiunque altro che si senta liberale fino all’osso, anzi meglio – nel caso – fino ad essere liberatario nella concezione della vita, non importa un fico secco di quale sia lo schieramento che consente “l’ospitalità”, in quanto – è certo – nessuno schieramento rappresenta fino in fondo e nessuno schieramento potrà poi condizionare le politiche radicali, riformatrici, liberali che sono nel nostro Dna.
E’ questa incoerenza, cerchiobottismo, pratica da mendicante? Non credo. Sia perché, come detto, è alla luce del sole e, pertanto, trasparente sia perché il ragionamento testè sviscerato la giustifica e legittima ampiamente. Quando le accuse di incoerenze vengono poi da Clemente Mastella, che segretamente si è accordato con D’Alema quando stava nella Cdl ed era stato da poco Ministro della Repubblica di Berlusconi, realizzando un passaggio rapidissimo (e pagatissimo, politicamente) da destra a sinistra, allora si corre il rischio di vedersi cadere le braccia, d’un botto.
In soccorso di Mastella viene però Oscar Wilde, che sentenzia “ La coerenza è la virtù di chi non ha virtù”. Ai vari Mastella che oggi fanno della morale quando con il loro 0,qualcosa tendono a ricattare un’intera coalizione minacciando repentini spostamenti da destra a sinistra noi, coerenti senza virtù rispondiamo con le fatiche della non appartenenza e la richiesta, pacifica, di ospitalità. La chiede Pannella sul tavolo Nazionale, la chiediamo noi Riformatori, Liberali, Ecologisti e Consumatori sul tavolo regionale. Non abbiate dubbi: non ce la daranno, e non per questioni di alta politica o di morale o di principio, bensì perché , com’è noto, libertà ed indipendenza ideologica, in politica, fanno rima con esclusione.
 
ROMA. La lettera di risposta di Domenico Pompili, responsabile comunicazioni sociali della CEI.
ROMA. Sulla precedente news. Lettera inviata a Domenico Pompili, responsabile delle Comunicazioni Sociali della CEI.
ROMA. Rimborso record della Chiesa per i preti pedofili: Bortoluzzi (Giunta RI): "pagano con i soldi dell'8 x 1000?"
UNIONI CIVILI: A BELLUNO I CITTADINI CHIEDONO RICONOSCIMENTO PER LE COPPIE DI FATTO
ROMA, 12 MAGGIO: "Mobilitiamoci dal Veneto".
26 MARZO; VICENZA: Il Giornale di Vicenza a testa bassa contro i radicali inventa il caso scorta di D'Elia. Strumentalizzazione da manuale, Bortoluzzi chiede le scuse del Giornale ed il chiarimento del Prefetto.
26 MARZO, 20,30, VICENZA: L'Associazione Loris Fortuna Incontra il Deputato Radicale Sergio D'Elia ed i simpatizzanti ed iscritti del Veneto e, in particolare, di Vicenza e Verona.
20 FEBBRAIO, GIORNATA NAZIONALE PER LA LIBERTA' DI RICERCA E RICORDO DI LUCA. A PADOVA, IN COMUNE, CON L'ASSOCIAZIONE FORTUNA.
VENETO, PANNELLA: Dall'Associazione Fortuna solidarietà a Pannella e sostegno alla richiesta di moratoria, al via sciopero della fame per 2.
ROMA - Delegazione dell'Associazione Fortuna al funerale in piazza di Piergiorgio.
PADOVA - IL 21 Assemblea dell'Associazione Radicale Veneta Loris Fortuna. Il programma.
Per e con Welby in Veneto: oltre 100 adesioni alle veglie.
Veneto. L'Associazione Fortuna organizza veglie per Piero Welby a Belluno, Padova, Venezia sabato 16 dicembre.
BELLUNO - Al via il Comitato Futura per lanciare la proposta di deliberazione di iniziativa popolare sulle coppie di fatto.
Roma - Rita Bernardini e Elisabetta Zamparutti comunicano Direzione e Giunta Esecutiva Nazionale. Michele Bortoluzzi nominato nell'esecutivo.
PADOVA - Michele Bortoluzzi eletto nel Comitato Nazionale di Radicali Italiani
VENEZIA - Rita Bernardini e Michele Bortoluzzi in Piazza Ferretto su entuanasia, con diretta di Radio Radicale.
PADOVA - Associazione Loris Fortuna a Convegno sul tema 7 Giorni per un impresa con Bortoluzzi, Capezzone, Carraro, Favrin.
BELLUNO- Dichiarazione di Michele Bortoluzzi sul voto
VENEZIA. Inchiesta di Michele Bortoluzzi e Massimo Carraro sulla Sanità Veneta. Scoperto lo scandalo: mammografie anche in 520 giorni.
VENEZIA: Bortoluzzi a Galan, che dopo 221 giorni non ha applicato la legge sui farmaci di fascia C "Svegliati, basta vivacchiare sul Veneto che soffre".
BELLUNO: serve la rivolta dei giovani contro chi vuole spegnere le loro libertà.
REGIONE: L'ultima mail dal Gruppo Misto - Riformatori Liberali in Regione.
REGIONALI: il ringraziamento agli elettori, a Marco Pannella, Massimo Carraro e Michele Boato di Michele Bortoluzzi
REGIONALI: Michele Bortoluzzi non entra in Consiglio, nonostante la buona performance personale
PANNELLA:"Se votassi in Veneto voterei Listaconsumatori e scriverei a fianco Michele Bortoluzzi"
REGIONALI: Michele Bortoluzzi è candidato per la Lista Consumatori-Carraro Presidente a Venezia, Padova, Verona
Elezioni Regionali: Bortoluzzi Portavoce della Federazione Veneta delle Liste Civiche Liberali, Ambientaliste, Riformatrici.
Staminali: Cadorin e Bortoluzzi (RL), presentano Pdl per sostenere ricerca su cellule staminali.
La Regione approva la proposta lanciata da Michele Bortoluzzi sui farmaci di Fascia C: "Tutti gli impegni assunti sono mantenuti".
STOP SUPERMERCATI: Nuova vittoria in Regione dei Liberali. Bortoluzzi "Il nostro è un modello di sviluppo e di società nuovo"
Economia, dati sconfortanti. "Cambiare chi ha fatto incagliare la nave".
Michele Bortoluzzi sostiene il referendum per abrogare la "vergognosa Legge" sulla fecondazione assistita.
Elettrodotto Cordignano-Lienz: Bortoluzzi "Attenti allo scippo romano della volontà popolare che ha detto NO all'elettrodotto".
Al via da Belluno il referendum per abrogare la Legge sulla fecondazione assistita.
RL sull'Ospedale di Auronzo:rispettare le sentenze e ammettere l'errore della chiusura.
Riformatori sull'accordo Pra/De Bona
Bortoluzzi sul Mauria: è il male minore, ma si rispetti l'ambiente.
Il sito www.michelebortoluzzi.it ha ricevuto oltre 4500 visite. Grande interesse per le campagne tematiche e per le pagine personali.
Donne in politica: Riformatori Liberali per l'incentivo della presenza femminile nelle Istituzioni.
Il Futuro è di Tutti.
Il pensiero di Michele Bortoluzzi sul futuro e le ragioni della militanza politica.

Se dovessi riassumere in una parola il perché dell' impegno in politica, la parola sarebbe “persona”. Sì, proprio persona. Essere al nostro fianco oggi significa avere al centro dei propri interessi la persona, con la sua incredibile forza, la sua unicità, ma anche con le debolezze e le fragilità di una vita che spesso ci costringe a scegliere, a soffrire, a modificare noi stessi. Chi si interessa di organizzare gli spazi sociali tra le persone, siano essi le scuole o gli ospedali, o di stabilire le regole di convivenza, chi fa politica e amministrazione insomma deve avere una spiccata proiezione verso l'individuo, saperlo considerare nella sua irripetibile ricchezza valoriale. Questo aiuta a rimanere sensibile rispetto ai problemi che vengono posti, alle esigenze che maturano nella società, agli appelli che vengono da chi non ce la fa più o semplicemente di chi ha bisogno di una spinta per poter tornare a farcela. Chi sceglie la politica su queste basi sa ascoltare, sa cambiare idea se serve, sa capire il proprio tempo e adattare il proprio lavoro alle nuove realtà e ai nuovi bisogni della gente. Sa, in una parola, rispettare chi ha davanti e vivere con consapevolezza la propria appartenenza ad una società e ad un periodo storico determinati. Partendo da questa base si resta sempre dall'altra parte della barricata, si rimane cittadini e persone comuni anche se si hanno responsabilità diverse, non si trasloca mai nella casa dell'arroganza, dell’ ostentazione del potere, del disinteresse verso la persona. Noi siamo convinti chela vera svolta sia questa, che su queste fondamenta si possa edificare un nuovo patto tra bellunesi che amano la loro terra e che scelgono di difenderla dagli attacchi all'ambiente, alla qualità di vita in montagna, al nostro modello di industria. Gli anni trascorsi ci hanno abituato ad una politica supina rispetto ai poteri forti ed inerme davanti ai cambiamenti, una politica che si auto-alimenta di denaro pubblico sparpagliato a pioggia come letame. Noi a questa politica vogliamo tagliare le ali e costruire una alternativa sana ed efficiente. Siamo convinti che lo Stato debba liberare chi è in corsa dai lacci e laccioli di una burocrazia invadente, ma che allo stesso modo sappia garantire a tutti, anche a chi è rimasto indietro, una possibilità concreta e reale per concorrere. Essere con noi oggi significa questo: tagliare alla base la pianta della politica così come l’abbiamo conosciuta e tornare ai valori, agli ideali, alla passione di sentirsi parte integrante ed ascoltata di una comunità. Per questo, con orgoglio e convinzione diciamo e crediamo che “Il futuro E' di tutti”. Senza se e senza ma.